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Regolamento sulla trasparenza del Comune di Roma: un’analisi oltre le critiche

  • di Alessandra Foschetti - direttivo ANORC

Regolamento sulla trasparenza del Comune di Roma: un’analisi oltre le critiche
Giovedì, 07 Settembre 2017

Lo scorso 3 settembre, un articolo de La Repubblica titolava: “Regole anti-cronisti, la ministra Madia frena il Campidoglio”. Nel testo si appella come “vergognoso” il “regolamento” sulla trasparenza esaminato dalla Giunta del Comune Roma e presentato al Consiglio per la sua definitiva approvazione.

L’articolo in questione ha suscitato clamore sui media ed è stato ripreso da blog e social network[1]. La vicenda dunque è stata ampiamente descritta e commentata.

Ritengo però che sia necessario, per rispetto ai non addetti ai lavori, illustrare l’origine dell’agire amministrativo dell’ente in questione, ovvero la normativa che si pone alla base delle decisioni e che l’ente è tenuto a rispettare. In mancanza di riferimenti normativi si rischia di alzare scudi senza nessun fondamento.

Partiamo dalle basi, perché il Comune di Roma sta adottando un Regolamento?

La possibilità che un ente adotti un regolamento ad hoc per disciplinare gli aspetti organizzativi e procedurali della materia sull’accesso agli atti è espressamente prevista al capitolo 3.1 delle “Linee guida recanti indicazioni operative ai fini della definizione delle esclusioni e dei limiti all’accesso civico” adottate ai sensi dell’art. 5, c. 2, del d.lgs. n. 33/2013 dall’Autorità nazionale anticorruzione - A.N.A.C. - con delibera n. 1309 del 28 dicembre 2016. Si tratta quindi di un’opportunità, che diventa però necessaria in un ente così vasto, al fine di dare attuazione al principio di trasparenza introdotto dal legislatore e di evitare comportamenti disomogenei tra gli uffici che vi devono dare attuazione.

In secondo luogo, è importante sottolineare che in tema di limitazioni all’accesso civico generalizzato è posta una riserva di legge assoluta dallo stesso Decreto Legislativo e dalle Linee Guida ANAC. Riserva di legge che è stata ribadita, da ultimo, dalla Circolare 2/2017 del Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, laddove si legge testualmente: “…Di conseguenza, ciascuna amministrazione può disciplinare con regolamento, circolare o altro atto interno esclusivamente i profili procedurali e organizzativi di carattere interno. Al contrario, i profili di rilevanza esterna, che incidono sull’estensione del diritto (si pensi alla disciplina dei limiti o delle eccezioni al principio dell’accessibilità), sono coperti dalla suddetta riserva di legge”.

Pertanto, anche laddove il regolamento del Comune di Roma contenesse una limitazione eccessiva rispetto al dettato normativo, questa non potrebbe ritenersi in alcun modo efficace, applicandosi le disposizioni normative e non regolamentari. Chiunque, trovandosi in una situazione legittima, si ritenesse leso da un Regolamento contenente minori tutele rispetto a quanto indicato dalla norma, può far valere con successo le sue ragioni.

Infine, è doveroso ricordare, proprio in virtù della “trasparenza amministrativa”, che i media hanno passato al vaglio (articolo per articolo!) un testo che non ha ancora esaurito il proprio iter amministrativo e non è stato formalmente adottato. Un documento che, proprio alla stregua delle disposizioni sulle limitazioni al diritto di accesso agli atti, valide anche per il Freedom of Information Act (FOIA), è escluso dall'accesso: l’art. 24 co. 1 lettera c) della L. 241/90, infatti, limita l'accesso “nei confronti dell'attività della pubblica amministrazione diretta all'emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione, per i quali restano ferme le particolari norme che ne regolano la formazione”.

La ratio di questa limitazione sarebbe proprio quella di evitare possibili condizionamenti (sic!) all'attività degli organi collegiali, soprattutto politici, conseguenti all'anticipata conoscenza dei processi decisionali che ne sono alla base.

 


[1]Vedi, in particolare, su l'Espresso il blog dell'Avv. Guido Scorza- http://scorza.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/09/02/campidoglio-trasparenza-si-purche-non-esponga-il-comune-a-brutte-figure/?refresh_ce e su Facebook il commento dell’Assessore alla Giunta capitolina Flavia Marzano, che ne smentisce la portata indicandolo come “fake news”.

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