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La digitalizzazione nella pubblica amministrazione italiana: analisi degli errori e valutazione delle priorità

  • Relazione sull’attività svolta dalla commissione parlamentare di inchiesta sul livello di digitalizzazione e innovazione delle Pubbliche Amministrazioni

La digitalizzazione nella pubblica amministrazione italiana: analisi degli errori e valutazione delle priorità
Mercoledì, 08 Novembre 2017

È stata pubblicata la relazione sull’attività svolta dalla commissione parlamentare di inchiesta sul livello di digitalizzazione e innovazione delle Pubbliche Amministrazioni e sugli investimenti complessivi riguardanti il settore delle Tecnologie e della Comunicazione. La Commissione, prendendo in considerazione gli indicatori del DESI relativi al nostro Paese, in particolare nel rapporto contraddittorio degli italiani con l'uso delle tecnologie molto utilizzate nelle comunicazioni, ma scarsamente sfruttate per fini diversi, dall'e-government all'e-commerce , ha ritenuto opportuno procedere con l'analisi del livello di digitalizzazione nella Pubblica amministrazione, nonché le relative spese e i risultati degli investimenti effettuati.

Quello che è emerso è il posizionamento non positivo dell'Italia nella classifica digitale, stilata dalla relazione sui progressi del settore digitale in Europa, oltre a una serie di criticità a cui si aggiunge anche uno sperpero di oltre otto milioni di euro a partire dal 2012 ai primi mesi del 2017 negli investimenti IT.

L’aspetto più evidente emerso durante i dodici mesi di inchiesta della Commissione è probabilmente la scarsa conoscenza e applicazione della normativa relativa al digitale, con particolare riferimento al D.Lgs. n. 82/2005 (CAD), che mina i principi di legalità, buon andamento e responsabilità in quanto vengono costantemente violati i diritti di cittadinanza digitale senza apparente contestazione alcuna.
Le pubbliche amministrazioni, nella grande maggioranza dei casi, approcciano il tema del digitale in modo episodico e non organico. La trasformazione digitale è ben lontana dall’essere realizzata.

La consapevolezza della centralità e pervasività del digitale e, soprattutto, della necessità di modificare profondamente organizzazione e processi, come peraltro previsto dalla legge da decine di anni, non è assolutamente presente.

Le figure apicali responsabili della trasformazione digitale vengono nominate solo dopo insistenti richieste da parte della Commissione, i processi di digitalizzazione sono quasi sempre “iniziati” e mai “conclusi”, i diritti digitali dei cittadini e delle imprese sono rispettati di rado e solo per alcuni servizi, mancano pianificazione e stanziamenti specifici per completare lo switch off (il passaggio completo alla modalità digitale). 

La mancanza di consapevolezza dell’importanza del digitale ha portato la PA, negli anni, a non dotarsi delle competenze tecnologiche, manageriali e di informatica giuridica necessarie.

Evidenze che noi di ANORC abbiamo più volte portato all'attenzione sia delle istituzioni che dell'opinione pubblica e di cui discuteremo ancora durante l'incontro istituzionale del prossimo 14 novembre a Roma.

Ci auguriamo che la relazione non resti solo un documento, ma sia un punto di partenza per una pianificazione efficace e concreta delle attività future.

Al seguente link la versione integrale della relazione.

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