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Desi 2019: Italia si classifica al 24° posto su 28 Stati membri dell'UE

  • di Redazione

Desi 2019: Italia si classifica al 24° posto su 28 Stati membri dell'UE
Giovedì, 13 Giugno 2019

C’è ancora tanto lavoro da fare per lo sviluppo della competitività digitale in Italia. Secondo quanto stabilito dall’indice di digitalizzazione dell’economia e della società (DESI) della Commissione europea, il nostro Paese si posiziona al 24° posto tra i 28 Stati membri dell’Unione Europea.

Sul fronte della connettività, l’Italia si piazza 19°, conquistando sette posizioni rispetto alla classifica DESI dello scorso anno. La copertura delle reti fisse a banda larga è leggermente aumentata, superando il 99,5 %. L'Italia ha visto un ulteriore significativo incremento della copertura della banda larga veloce (NGA), con il 90 % delle famiglie raggiunte, oltrepassando la media UE (83 %). Per quanto riguarda invece la banda larga ultraveloce (100 Mbps e oltre) l'Italia è ancora in ritardo, con una percentuale del 24 % in confronto a una media UE del 60 %, piazzandosi al 27º posto.

In merito al capitale umano, l'Italia si posiziona al 26º posto: il livello delle competenze digitali di base e avanzate degli italiani è al di sotto della media UE. Solo il 44 % degli individui tra i 16 e i 74 anni possiede competenze digitali di base (57 % nell'UE), la percentuale degli specialisti TIC rimane stabile, mentre i laureati in TIC sono ancora l'1 %. Da questi dati si evince l’esigenza di investire più risorse nell'istruzione primaria e secondaria, utile ad abbattere la carenza di competenze digitali tra i giovani che, insieme agli anziani, rischiano di essere esclusi dalla vita sociale.

In merito all’uso dei servizi Internet, l’Italia si posiziona ben al di sotto della media UE. Il 19% gli Italiani, quasi il doppio della media UE, non ha mai usato Internet e nessuna delle attività online oggetto di monitoraggio (tra cui l’utilizzo dei social network, frequentazione di corsi online…) presentano un punteggio al di sopra della media UE. Si evince che le attività online più diffuse sono lo streaming o il download di musica, guardare video e il gioco online.

Sul fronte dell'integrazione delle tecnologie digitali da parte delle imprese, l'Italia si piazza al 23º posto tra gli Stati membri dell'UE, al di sotto della media UE, come nel DESI 2018. Nonostante alcuni miglioramenti siano stati riscontrati nell'uso di servizi cloud ed e-commerce, le imprese Italiane non riescono ancora a sfruttare pienamente le opportunità offerte dal commercio online. Il 10 % delle PMI vende online (al di sotto della media UE pari al 17 %), il 6 % effettua vendite transfrontaliere e l'8 % circa dei loro ricavi proviene da vendite online. Oltre il 37 % delle imprese condivide informazioni per via elettronica all'interno dei propri dipartimenti aziendali (al di sopra della media UE pari al 34 %).
L'Italia è impegnata nell'avanzamento delle nuove tecnologie digitali e nell'investimento strategico in questo settore mediante vari strumenti. Tra questi si ricordano i Punti Impresa Digitale, aventi l’obiettivo di promuovere la digitalizzazione delle micro piccole e medie imprese italiane.

Sul fronte dei servizi pubblici digitali, l'Italia si piazza al 18º posto tra gli Stati membri dell'UE, con ottimi risultati relativi agli open data e ai servizi di sanità digitale. Scarsi risultati si evincono invece nell’interazione online tra le autorità pubbliche e l’utenza: solo il 37 % degli utenti italiani inviano moduli tramite internet. In materia di open data, l'Italia è il quarto paese nell'UE, con un punteggio dell'80 %. Il 24 % degli italiani ha usufruito di servizi di sanità e assistenza erogati online e solo il 32 % dei medici di base usa le ricette digitali.

Sul tema dell' "emergenza" del coordinamento della digitalizzazione del Paese, Luca Attias - Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale ha avuto modo di esprimere alcune considerazioni ai microfoni dell'Agenzia di Stampa DIRE, a margine della XII edizione del DIG.Eat: L’Italia è un Paese in continua emergenza, tutta la popolazione è consapevole che esiste un’emergenza occupazione, di emigrazione di qualità, di immigrazione, di criminalità organizzata, di evasione fiscale, di corruzione. Solo una minima parte della popolazione è consapevole però che esiste un’unica emergenza trasversale a tutte le altre e pervasiva, che è l’unica che se affrontata strutturalmente può aiutarci anche in tutte le altre, ovvero l’emergenza digitale“.

Potete consultare la versione integrale della video intervista rilasciata dall'ing. Luca Attias,  al seguente link

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