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Aumentano i fascicoli sanitari elettronici nelle Regioni italiane

  • di Redazione

Aumentano i fascicoli sanitari elettronici nelle Regioni italiane
Giovedì, 11 Aprile 2019

Nel 95% delle Regioni italiane i cittadini possono attivare ed avere accesso al proprio fascicolo sanitario elettronico (FSE): questo il risultato del monitoraggio condotto da Agid (Agenzia per l’Italia digitale) in collaborazione con il Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche).

Negli ultimi tre anni è cresciuto il bilancio delle Regioni che consentono di disporre di tale “opzione”: dalle 10 nel 2016, si è giunti ad un totale di 19 (Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino-Alto Adige, Umbria, Val d’Aosta e Veneto). Gli italiani che hanno prestato il consenso per l’apertura del fascicolo sanitario elettronico sono 11 milioni e mezzo, mentre salgono a quota 239 milioni i referti digitalizzati.

Più che una semplice “opzione”, in realtà l’eliminazione della gestione cartacea dei dati clinici rappresenta un vero e proprio traguardo, il cui conseguimento comporterebbe benefici misurabili non solo in termini di (considerevole) risparmio dei costi.

Il prossimo obiettivo di Agid è, infatti, quello di favorire un’evoluzione del fascicolo sanitario elettronico come punto di accesso unico alle informazioni dei cittadini, evitando alle PA di richiedere informazioni già in loro possesso (secondo il paradigma once only). Inoltre, Agid prevede di adottare nuove linee guida per migliorare la gestione dei dati che viaggiano sui dispositivi medici. In questo modo, sarà possibile utilizzarli per valutare l’incidenza di determinate patologie sulla popolazione o per avviare programmi nazionali di prevenzione, sempre nel rispetto della privacy dei pazienti.

Attualmente il fascicolo sanitario elettronico è in grado di raccogliere una serie di documenti sanitari di base tra cui: il profilo sanitario del paziente, i suoi referti, i verbali di pronto soccorso, le lettere di dimissione, i dossier farmaceutici e il consenso o diniego alla donazione degli organi e tessuti. A questi documenti, in alcune Regioni, se ne stanno aggiungendo altri come, ad esempio, la raccolta delle cartelle cliniche, dei bilanci di salute, i programmi di assistenza domiciliare, piani diagnostico terapeutici, i certificati medici, le vaccinazioni ecc.

Per ulteriori approfondimenti, vi invitiamo a consultare la sezione del portale di AgID dedicata al FSE

 

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